Riunioni settimanali del gruppo ogni Giovedi' dalle ore 21:00 presso il BAR ARDITI in via
Miglietti 3 (Clicca qui per vedere dove siamo)
IMPORTANTE:
Il decreto Pisanu ha fallito perché è mancato il confronto con chi sta al centro del problema … i Tifosi.
NON RIPETETE L’ERRORE !!!
Non si possono argomentare delle proposte di legge senza conoscenza
specifica delle problematiche esistenti all’interno del mondo del Tifo.
La chiavi della risoluzione delle problematiche inerenti la violenza sono legate a diversi aspetti:
1
Prevenzione frutto di una concreta pianificazione della gestione dei
trasferimenti e dei trasporti dei tifosi nel rispetto dei diritti e
delle esigenze che essi hanno.
Oggi ai tifosi organizzati vengono
imposti trasferimenti da deportati, impossibilità di ottenere servizi
per approvvigionarsi di cibo e bevande e soprattutto tempi d’attesa
entrata/uscita dagli impianti sportivi tale spesso da impedire
addirittura di assistere all’inizio degli incontri per cui si paga
regolare biglietto, tutto questo induce inevitabilmente
all’inasprimento dei rapporti con le forze dell’ordine che fattivamente
impongono dette regole disumane.
Oggi spesso e volentieri la pianificazione dei trasferimenti dei tifosi
viene improvvisata da funzionari senza cognizione di causa.
Cosa fare …
Ripristino e sostegno delle trasferte organizzate con treni a prezzi
ridotti a beneficio di una facilitazione nell’attuare le strategia per
accogliere e separare i tifosi specie negli incontri tra tifoserie
divise da conclamate rivalità (proposta già condivisa in passato dalle
stesse forze di polizia)
Cosa NON fare …
Annullare le trasferte dei tifosi sarebbe, oltre che inattuabile,
controproducente in quanto chi prova il desiderio di sostenere la
propria squadra in trasferta sarà costretto ad acquistare biglietti per
settori dove si troverà a diretto contatto con la tifoseria avversaria
con gli evidenti rischi conseguenti.
2
Dimenticare il “modello inglese” in quanto come dimostrato dalle
statistiche britanniche non ha sortito altro effetto se non quello di
spostare il problema all’esterno degli impianti sportivi (i 2 tifosi
morti durante scontri tra supporters rivali negli ultimi anni lo
testimoniano ampiamente), un politico che voglia veramente adoperarsi
per il bene della collettività non può mirare a spostare un problema ma
certamente a risolverlo.
La realtà ampiamente documentabile del
“felice” modello britannico è che i tifosi ancor oggi organizzatissimi,
trovano nelle stazioni e nelle trasferte internazionali i nuovi campi
di battaglia e sono ben lungi dalla resa.
Cosa fare …
Ricondurre i giovani ai modelli d’educazione sportiva già contemplati
dai programmi ministeriali scolastici ma che non vengono attuati a
causa della scarsa considerazione attribuita all’educazione fisica
nelle scuole.
Cosa NON fare …
Vietare striscioni ed espressioni coreografiche che sono invece
espressione della forza aggregante e costruttiva che unisce i Tifosi.
3 Responsabilizzazione dei gruppi organizzati al fine di contribuire essi stessi ad adoperarsi per prevenire tutti quegli atteggiamenti che possono penalizzare le società per cui si tifa.
4
Attuazione di una politica di monitoraggio dell’informazione sportiva
atta a reprimere ogni forma di strumentalizzazione della notizia e
spettacolarizzazione di atti violenti o polemiche “sportive”.
Le
trasmissioni televisive sono oggi infestate da estremisti della
provocazione che mascherati da opinionisti giocano con gli affetti dei
Tifosi manipolando immagini e notizie a proprio piacimento con
l’effetto di esasperare gli spettatori col solo scopo di “far audience”
con la logica che nel bene o nel male l’importante è che se ne parli
(vedi moggi in tv) e che dimenticano come i Tifosi memori di questa o
quella provocazione mediatica riversano poi il proprio risentimento
negli stadi.
Cosa fare …
Sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo aggregante e socializzante
che ricoprono le Curve per i giovani invitando i rappresentanti delle
Curve stesse a farsi promotori dei principi sui quali dovrebbero
fondarsi ovvero il sostegno dei propri colori espletato a mezzo delle
coreografie e della voce.
Cosa NON fare …
Criminalizzare gli Ultras riconducendo ad essi le responsabilità di
ogni evento violento di cui spesso essi stessi sono invece vittime.
LA CRIMINALIZZAZIONE CREA CRIMINALI COME HA INSEGNATO CATANIA MENTRE I
VERI ULTRAS HANNO A CUORE PIU’ D’OGNI ALTRO TIFOSO IL BENE DELLA
PROPRIA SQUADRA E NON SI ADOPERANO CERTO PER PENALIZZARE O LEDERE LE
PROPRIE SOCIETA’.
5
Verifica Immediata delle reali cause relative i motivi che hanno
portato al decesso dell’ispettore di polizia di Catania.
Come
documentato da diverse emittenti nazionali nella giornata successiva i
fatti di Catania, (vedi intervista al dottor Sergio Pintaudi al tg1
delle 13.30 del 3 febbraio http://www.youtube.com/watch?v=Cfhf-Na7RNk )
la morte dell’ispettor Raciti sarebbe conseguenza degli effetti del
trauma prodotto da un oggetto metallico cilindrico che ha impresso
sulla pelle una impronta a forma di stella e dell’inalazione di gas
adoperati dalle stesse forze di polizia. Fatto che dovrebbe
eventualmente indurre una profonda riflessione prima di proporre
eventuali soluzioni.
6
Ricondurre la discrezionalità del Questore nella commissione del DASPO
….in quanto il Decreto Pisanu ha di fatto creato le premesse per
rendere gli stadi uno “stato di polizia” dove a chi dovrebbe tutelare
l’ordine pubblico vengono attribuite funzioni “giuridiche” con la
facoltà di proporre provvedimenti Daspo nei confronti di chiunque a
prescindere dall’accertamento delle responsabilità.
Cosa fare …
Utilizzare per la commissione dei provvedimenti di divieto d’accesso
allo stadio una procedura garantista e mutuata dalla l. 1423/56 (legge
quadro per le misure di prevenzione) al fine di far si che il Questore,
sulla scorta dei verbali degli operatori di Polizia presenti allo
stadio, proponga all’autorità giudiziaria (Giudice per le Indagini
Preliminari) l’adozione del provvedimento interdittivo. E questi decida
in autonomia ma fissando un vero contraddittorio con un’udienza a cui
possa partecipare anche il tifoso interessato ed il suo legale di
fiducia. Adottato un sistema sufficientemente garantista, poi, si può
tranquillamente discutere anche sull’aumento della durata massima del
provvedimento o sulle modalità di osservanza dello stesso (al posto
dell’attuale firma in questura in occasione del match, permanenza per
tutti i 90’ della partita all’interno del commissariato di pubblica
sicurezza).
Cosa NON fare …
Distribuire provvedimenti d’inibizione d’ingresso negli stadi come
avviene oggi gratuitamente, senza discernere le singole responsabilità
e senza concedere diritto di difesa a coloro che ne vengono fatti
oggetto con l’effetto di creare le premesse per far si che il
“naturale” rancore di chi viene colpito ingiustamente trasformi il
medesimo in un violento futuro. Ed ancor di più svincolare i DASPO dal
fatto- reato e riesumare forme di pericolosità- presunta espunte dal
nostro ordinamento da decenni.


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